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Versione completa: La storia di Elrun
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Elrun
Riconoscibilità
Nome: Elrun
Specie: Tauren
Classe: Cacciatore
Allineamento: Legale Malvagio
Fazione: Orda


La nascita e lo strano incontro
Nacqui molti anni fa. Lunga fu la mia infanzia e lunghe le mie sofferenze.
Sin da piccolo vidi scomparire i miei genitori, mio padre, un leggendario cacciatore ex capo del mio villaggio, morto in una sanguinosissima battaglia, e mia madre, un druido, morta anch’essa in combattimento. Rimanemmo solo io e mio fratello Dull. Mentre mio fratello scelse di intraprendere il viaggio come guerriero io decisi di prendere la stessa strada di mio padre: diventare un cacciatore. Pensavo che a mio padre sarebbe stato orgoglioso che io seguissi le sue orme. Le mie prime avventure furono un po’ tragiche e spesso rischiai la morte poiché purtroppo non avevo nessun che mi guidasse.
Un giorno incontrai due strani esseri, somigliavano a degli umani ma i loro volti non erano normali, sembravano dei cadaveri in putrefazione, ma come potevano due cadaveri andarsene in giro? Subito mi allarmai, tesi il mio arco e gridai: “Fermatevi! Chi siete!?”
Con incredibile calma i due si avvicinarono e si presentarono dicendo: “Non aver paura, siamo Non-morti, alleati dell’orda, non vogliamo farti del male”
Esitai un po’ prima di riporre l’arco ma non sembravano intenzionati ad attaccarmi.
Uno dei due non-morti mi si avvicinò e prese a fissarmi negli occhi, io lo fissai con timore ma allo stesso tempo curiosità, i suoi occhi erano di un colore indescrivibile, nelle sue pupille sembrava stesse ardendo una fiamma, dopo qualche secondo tornò dal suo compare e un po’ sorpreso mi disse: “Quanta potenza nascosta, ma a quanto pare non sei ancora in grado di usarla”
“Cosa volete da me? So di essere forte, dopotutto sono un Tauren!” replicai,
“Tu sei fuori da comune ragazzo mio, non sei come gli altri Tauren, ma lascia che mi presenti”,
fece qualche passo avanti e disse: “Io sono Xathulos, potente mago dei Forsaken”.
A questo punto anche l’altro non morto si avvicinò e disse: “Io sono Khorne, potente warlock dei Forsaken”.
“Cosa cercate da me?“ dissi confuso,
“Ci manda Cairne BloodHoof, spero tu sappia chi sia, se non sbaglio era anche un grande amico di tuo padre; comunque dicevo, siamo stati mandati alla ricerca di un guerriero speciale, e sembra proprio che l’abbiamo trovato” disse Xathulos facendo uno strano gesto a Khorne.
Improvvisamente si posizionarono a grandissima velocità ai miei lati e cominciarono a pronunciare strane parole
Elrun: “Cosa succede?! Cosa volete farmi?!”
Non riuscivo più a muovere neppure un muscolo, quei due stranieri stavano forse per uccidermi? Mi avevano fatto abbassare la guardia di proposito?
“Infra est sumus katas, deres omm nur piet comus. . . . rottura del sigillo infernale!! Che il potere venga liberato!!”
D'improvviso sentii come se un liquido più caldo del fuoco stesse scorrendo nelle mie vene, d’incanto i miei muscoli si sbloccarono, subito sferrai un pugno al non-morto di nome Khorne che con incredibile velocità si teletrasportò a qualche metro di distanza schivando il mio colpo.
“Rilassati, se fossimo venuti qui con l’intenzione di farti del male di certo ora non saresti altro che un mucchio di cenere” specificò con calma Khorne,
“Ora in te scorre il potere della tua famiglia, potere che oltre a tuo padre nessuno è stato in grado di usare”,
“Quale potere? Aspetta un momento, voi conoscevate mio padre? “ dissi,
“Certo, tuo padre era famoso anche tra le fila dei Forsaken” rispose Xathulos.
Khorne mi spiegò: “È un potere molto strano, neppure noi ne comprendiamo la vera essenza ma tuo padre ed alcuni pochi fortunati prima di lui era riuscito a dominarlo e ad usarlo, egli riusciva a fare cose inimmaginabili per normali Tauren, è un peccato che sia morto, in effetti il suo unico difetto era la cocciutaggine, volle proteggere il suo villaggio da un armata di umani nonostante Cairne gli abbia più volte spiegato che doveva abbandonarlo per ripararsi con la sua gente a Thunder Bluff, ma lui non voleva lasciare che gli umani distruggessero il suo amato villaggio, così li fronteggiò e sorprendentemente vinse riuscendo a cacciare l’armata dell’Alleanza. Purtroppo uscì stremato dalla battaglia, con delle ferite troppo profonde e morì pochi minuti dopo la fine dello scontro… ma penso che tu già sappia queste cose”.
Avevo sentito più volte la storia di mio padre ma non mi ero mai reso conto quanto egli fosse stato forte...
Xathulos: “Il nostro compito è terminato, ricorda, se avrai bisogno di noi basta che tu ci pensi intensamente, noi saremo la tua guida spirituale, ti aiuteremo a diventare un vero guerriero, degno figlio di tuo padre”.
Elrun: “Io, non so cosa dire, vi ringrazio molto, spero soltanto che domani io non mi svegli e mi accorga che tutto questo è solo stato un sogno” risposi confuso;
Khorne e Xathulos mi sorrisero e scomparvero nel nulla. Decisi cosi di provare subito il mio potere, si tramava che mio padre fosse in grado di controllare con la mente qualsiasi animale, vicino e poco distante da me c'era un raptor, lo guardai intensamente negli occhi, l’animale all’inizio fece per attaccarmi ma poi si fermò quasi ipnotizzato, provai a dargli un ordine, riuscivo a fargli fare qualunque cosa io volessi, era straordinario e non era un sogno, era tutto vero.

Il viaggio e le nuove conoscenze
Vagai per molto tempo da Camp Narache a Camp Taurajo da Freewind Post a Tanaris… i miei zoccoli calpestarono ogni parte dell'isola di Kalimdor così decisi di partire verso la nuova isola che si diceva essere la terra degli umani, coloro che avevano ucciso mio padre. Partii cosi da Ratchet su uno strano vascello fino ad arrivare a una singolare località chiamata Booty Bay. Arrivato incominciai a compiere missioni per troll del posto guadagnando alcuni denari e acquisendo nuove tecniche.
Mentre stavo svolgendo una missione per un goblin che aveva bisogno di rari ingredienti ricavabili solo da alcune specie animali vidi un orco alle prese con più di cinque belve, pensai di dargli una mano. Insieme ci sbarazzammo delle bestie in fretta.
L’orco: “Grazie mille, non so davvero come sdebitarmi forse da solo questa volta non ce l'avrei fatta, ma piuttosto qual’è il tuo nome? “
Risposi: “Sono Elrun Cacciatore di Thunder Bluff, e tu invece? “
E l’orco: “Sono Axe, orco guerriero al servizio di Thrall, lascia che ti offra qualcosa per ringraziarti, vieni con me in taverna”
Senza pensarci troppo risposi: “Ne sarò più che lieto”
Arrivammo in taverna e ci sedemmo
Axe: “Cosa ti porta qui Elrun”
Elrun: “Ho vagato per anni nelle terre di Kalimdor, e cosi ho pensato di ampliare le mie conoscenze”
Axe: “Qual'è la tua meta? “
Elrun: “Non ne ho, conosco ben poco di queste terre”
Axe: “Bene allora unisciti a me, sono in cerca di un prezioso manufatto che si trova a Duskwood”
Elrun: “Sarà per me un onore aiutarti”
Axe: “Ti avviso, non sarà un'avventura facile, ci attende un potente drago, ma fortunatamente non saremo soli, domani mattina a Grom Gol ci attenderanno altri valorosi guerrieri”
Cosi il mattino seguente arrivati a Grom Gol conobbi nuovi compagni: Valery e Mellon, potenti shamani, Bigby, possente Tauren guerriero, Daxdeadall, Forsaken guerriero temuto tra le fila alleate, e Joda, un altro cacciatore come me. Insieme ci dirigemmo verso Duskwood dove ci attendeva un'impresa epica.

Lunghi anni dopo
Quanti anni erano passati da quella battaglia con Emeriss, fu un impresa davvero epica, solo dopo lunghe ore di battaglia riuscimmo ad avere la meglio. Molti di quei miei amici sono purtroppo scomparsi, altri hanno deciso di esplorare nuovi orizzonti. Ma io ero ancora qui con Axe, non avrei mai pensato che quest'ultimo sarebbe diventato il mio migliore amico. Insieme affrontammo numerosi battaglie e più di mille creature, fin quando non arrivò il giorno più triste della mia vita. Lui era li nel letto, una rara malattia l'aveva colpito. Axe il mio migliore amico stava per lasciarmi.
Axe: “Bene il giorno da noi cosi tanto odiato è arrivato, purtroppo sarò io il primo a lasciare questo mondo”
Elrun: “Non dire cosi Axe io non voglio che tu mi lasci, insieme dobbiamo ancora distruggere Stormwind! Dobbiamo ancora affrontare molte battaglie! Non puoi lasciarmi adesso!”
Axe: “Sai Elrun, voglio che tu sappia una cosa, la mia morte era già stata prevista. Io sono stato colpito molto tempo fa da una maledizione che per lungo tempo mi ha consumato”
Elrun: “Chi osò farti questo amico mio?? “
Axe: “Un Elfo, non so bene chi, ma doveva essere davvero molto potente per riuscire a colpirmi di sorpresa”
Elrun: “Io ti vendicherò amico mio! Ucciderò tutti gli elfi finché non troverò quello giusto!”
Axe: “Ti ringrazio amico mio, sai, anche la mia famiglia è stata decimata dall’Alleanza, quei maledetti Elfi attaccarono il mio villaggio di notte, fu una strage… mi salvai per miracolo e giurai eterna vendetta contro gli elfi, nessuno sarebbe dovuto sopravvivere… Purtroppo non potrò mantenere il mio giuramento“ diede un colpo di tosse, sembrava molto debole
Elrun: “Ti vendicherò amico mio! Sterminerò la razza elfica!”
Axe: “Grazie amico mio, anche se so che nessuno mai potrà farlo… Addio…”
Tirò un sospiro e morì.
Mi alzai in piedi mentre avevo ancora fra le mani la mano fredda di Axe e dissi:
“Da oggi io Elrun, grande cacciatore di Thuder Bluff, prometto di uccidere uno per uno i maledetti elfi!”
Da allora i miei più grandi nemici divennero gli umani e gli elfi in quanto furono loro a togliermi tutto ciò che ebbi di più caro al mondo.

Una nuova vita
Molto tempo era passato da quel giorno, quando strinsi per l’ultima la mano di Axe, la tristezza e il dolore provati in seguito si trasformarono con il passare degli anni in una vera e propria sete di vendetta.
Nel frattempo ero cresciuto, non ero più il giovane tauren in cerca di nuove avventure di una volta, avevo finalmente capito il mio vero potenziale, in me scorreva il sangue di uno dei più grandi tauren cacciatori di sempre, mio padre.
L’orda era cambiata molto, volti nuovi si aggiravano per Orgrimmar e Thunder Bluff, volti di giovani guerrieri pieni di speranze, pronti ad uccidere chiunque per un briciolo di gloria.
Molti furono gli orchi e i tauren che si proposero come compagni d’avventura ma io non avevo alcuna voglia di provare un nuovo dolore affezionandomi troppo ad un nuovo compagno che presto o tardi avrebbe potuto fare la stessa fine di Axe.
Fui attirato da delle urla in una taverna: “Garram! Smettila di provare le tue magie qua dentro! Worang digli tu qualcosa! Voglio bere in pace!” “Fratello proverai più tardi i tuoi nuovi incantesimi, non mi pare questo il luogo adatto!” “Ok, ok, non scaldatevi tanto, era solo un banale incantesimo di fuoco fatuo!”
Era un trio composto da due tauren e un orco, erano piuttosto giovani ma dalle cicatrici dovevano averne passate molte insieme.
Entrai nella taverna e cercai di fare la loro conoscenza, in fondo che male poteva farmi parlare un po’ con dei simpatici novizi?
“Oste! Tre boccali di birra ai tre giovani, offro io!”, i tre mi guardarono sorpresi, l’orco si alzò e venne verso di me: “E tu chi saresti? Come mai ci offri da bere?”, sorridendo gli risposi: ”Sai orco, mi siete simpatici, è da un po’ che vi osservo e devo dire che non ho mai visto un trio così vivace”
mi alzai e mi presentai: “Piacere, sono Elrun, cacciatore al servizio di Thunder Bluff”, e l’orco rispose: “Lok’Tar Elrun, io sono Ulfang, futuro Shaman King e loro sono il cacciatore Worang e suo fratello minore, il druido Garram”
i due tauren si alzarono per salutarmi
“Dove siete diretti?” chiesi curiosamente
“Per ora non abbiamo mete fisse, ci piace esplorare nuovi territori in caccia di umani” rispose Worang, “almeno finché Thrall non ci affida qualche nuova missione” disse Garram, “ma non snobbiamo neppure draghi né mostri epici” concluse Ulfang.
Sembravano molto fiduciosi delle loro capacità, pieni di voglia di combattere.
Mi feci coraggio, ero stufo di vagare da solo e questa era una buona occasione per tornare a viaggiare in compagnia e rivivere le avventure del passato, al diavolo la paura della morte, l’audacia di questo trio aveva infuso in me la voglia di vivere senza preoccupazioni di quando ero in compagnia di Axe, dovevo cogliere questa occasione: “Sapete, è da molto che non intraprendo un viaggio con dei compagni forti come voi, sarei onorato se mi accettaste nel vostro gruppo”, i tre si guardarono per qualche secondo e senza pensarci troppo acconsentirono: “per me và bene” “nessun problema” “d’accordo”
“Ottimo allora, che si fa adesso?” chiesi con curiosità, “Se non sbaglio ci avevi offerto da bere, paga il conto, poi vedremo” rispose sorridendo Garram, “naturalmente!” assentii ridendo.
Finalmente avevo trovato dei compagni piacevoli con cui passare del tempo, mi tornò in mente Axe ma subito lo rimossi dai miei pensieri, un'altra vita mi attendeva, senza rimpianti, senza ripensamenti, del passato restavano soltanto i ricordi e le cicatrici oltre ai due indissolubili giuramenti.

La trappola
Unirsi a quel gruppo fu la cosa migliore che io abbia mai fatto, ritrovai finalmente la gioia di un tempo, la voglia di combattere e di uccidere.
Un pomeriggio eravamo beatamente sdraiati al sole dopo una lunga e faticosa marcia notturna verso Un’Goro Crater, d’un tratto sentii qualcosa muoversi: “Ulfang! Hai sentito?” dissi, Ulfang stava dormendo, anche Garram e Worang stavano riposando e a dirla tutta anche io ero stremato ma quel rumore non prometteva nulla di buono, deciso a non disturbarli usai il mio charme su un serpente che si trovava a pochi metri, “và a vedere cos’è” gli dissi e mi concentrai su di lui, chiusi gli occhi e vidi attraverso i suoi, si stava dirigendo come ordinato verso quel luogo. “Niente, non c’è assolutamente nulla” pensai, feci per riaprire gli occhi e liberare la creatura ma vidi qualcosa proprio all’ultimo momento, qualcosa di luminoso tra le foglie, feci avvicinare il serpente, un oggetto metallico di pregiata fattura, “un medaglione, chi l’avrà perso? Worang, Garram e Ulfang non ne hanno” riflettei. Rilasciai il controllo del serpente e spinto dalla curiosità mi diressi verso il medaglione, eccolo, lo raccolsi e lo aprii, una forza misteriosa contorcé il mio corpo, venni risucchiato da quel medaglione, incredibile, una trappola magica, ero in un luogo incredibilmente buio e allo stesso tempo enorme, captai la presenza di altre entità, probabilmente animali che erano rimasti intrappolati come me, questo non prometteva nulla di buono, le bestie di Un’Goro Crater sono famose per la loro insaziabile sete di sangue e chissà da quanto tempo erano lì dentro.
Cercai un uscita, una leva, qualsiasi cosa potesse tirarmi fuori da quel posto, muoversi al buio era davvero difficile, fortunatamente avevo con me dei fuochi di segnalazione, attrezzi che non debbono mai mancare ad un hunter, ne sparai uno, incredibile fu il colpo d’occhio, il vuoto attorno a me, qualche animale a distanza di qualche centinaio di metri ma nessun muro o soffitto, era un illusione magica potentissima, “e adesso che faccio?” pensai, “ragioniamo, se fosse un illusione non ci sarebbe altro modo di uscirne che con un contro-incantesimo cosa che io non sono in grado di fare, se fosse un'altra dimensione ci vorrebbe sempre una magia in grado di riportarmi indietro, se è una trappola prima o poi qualcuno verrà a prendermi…” la situazione era drastica, sarei potuto sopravvivere per qualche giorno con i pochi animali presenti, l’unica soluzione era aspettare e sperare che la terza impressione fosse quella giusta, nel frattempo il fuoco si era esaurito.

Lo sconosciuto
Avevo perso le speranze, intorno a me solo resti degli animali con i quali saziai la mia fame, erano giorni che ero chiuso in quel tetro posto, i miei occhi si erano abituati un poco al buio ma ormai non credevo più a quello che vedevo, la stanchezza e la fame cominciavano a rendermi sempre più debole. Una figura incappucciata si stava muovendo lontano, sicuramente un illusione, essa non emetteva ne suoni ne odore ma si muoveva incredibilmente velocemente, se l’avessi affrontata, con quel buio e con la sua velocità avrei sicuramente perso, sempre che fosse qualcosa di tangibile.
Attesi un altro giorno, i miei compagni non mi avevano trovato, era la fine, le forze mi avevano quasi completamente abbandonato, i sensi non rispondevano più come dovuto… La figura incappucciata era immobile, come se aspettasse la sua preda. Decisi che non mi importava più nulla, “Se devo morire qua dentro preferisco morire affrontando quella cosa incappucciata!”, raccolsi il mio elmo, le mie spade e con gli ultimi sprazzi di energia mi diressi verso la sconosciuta entità. Questa sembrava irraggiungibile, più mi avvicinavo e più essa si allontanava, impossibile, presi il mio arco e, nonostante il buio, cercai di colpirlo, accesi una freccia con l’ultimo fuoco di segnalazione e mirai a quell’essere: “Muori maledetto!” gridai. Nonostante la freccia infuocata viaggiasse ad altissima velocità l’essere la schivò con facilità e sparì, l’avevo perso. Mi accasciai a terra, era la fine, non avevo più nulla, la pazzia mi stava pian piano prendendo.
Sentii una gelida mano sulla mia spalla destra, sentii brividi per tutto il corpo, l’entità era dietro di me, mi girai e quella era già sparita, “Basta! Fatti vedere! Sto impazzendo! Che cosa sei?! Dove sono?!” gridai con tutta la mia forza al vuoto, “Aspetterò che tu muoia per potermi nutrire della tua anima” sibilò l’entità, “la mia anima? Ma chi diavolo è questo?” pensai: ”Fatti vedere e combatti! Se perderò potrai fare di me ciò che vuoi ma se vincerò mi tirerai fuori di qui!” dissi, “Non scendo a patti con i tauren” rispose.
“Bastardo! Se devo morire ti porterò con me nell’aldilà, fosse l’ultima cosa che faccio!” gridai con il poco fiato che mi era rimasto. La mia fine era vicina a quanto sembra, usai delle erbe che mi erano rimaste e creai una pozione speciale, in grado di fermare il mio cuore per un lasso temporaneo per poi tornare a battere facendo credere all’essere la mia morte.
Funzionò, non so cosa accadde nel frattempo, bevvi la pozione, dissi “Preferisco avvelenarmi che morire da pazzo furioso per colpa tua, addio!” e mi accasciai a terra, un dolore lancinante al petto bloccò il mio cuore e caddi morto.
Mi risvegliai, l’entità era proprio sopra di me, senza cappuccio, era un non-morto, traditore, ora morirai! Con uno scatto fulmineo presi la mia spada e lo tagliai in due, il non-morto incredulo non poté nulla per schivare il mio micidiale colpo intento com’era nel suo rituale.
Era ancora vivo ma non poteva andare da nessuna parte privato com’era della parte inferiore del corpo, “Ora mi farai uscire di qui bastardo!” gli dissi io, “Non pensavo che saresti riuscito a colpirmi tauren, complimenti, è la prima volta che qualcuno riesce a battermi nella mia casa” rispose dolorante, “Con la mia morte quest’illusione scomparirà e verrai espulso dal medaglione che diverrà un semplice oggetto, voglio che tu lo tenga tauren… colui… che ha ucciso… il grande… l’invincibile……” Morì, non fece in tempo a dirmi chi fosse, un grande stregone immagino, come annunciato venni scaraventato fuori dal medaglione. Il sole, le piante, tutto brillava, tutto profumava, il dolce sapore della libertà… finalmente ero fuori da quell’incubo, cercai di rialzarmi ma svenni stremato.

Ritorno alla normalità
Mi risvegliai, ero in una capanna ma non ci feci troppo caso, uscii velocemente, la fame mi aveva reso debolissimo, dovevo mangiare qualcosa! Fuori dalla capanna c’era un fuoco acceso e sopra vi stava arrostendo un enorme pezzo di carne;
senza pensarci troppo cominciai a mangiare di gusto tutta la carne che stava arrostendo fino a sazietà.
Che bella sensazione provai a stomaco pieno, ora che mi ero rifocillato cominciai a chiedermi dove mai fossi e di chi fosse la carne che avevo appena mangiato, d’un tratto sentì dei rumori, qualcuno stava correndo verso di me: “Eccoci! Siamo arrivati, sarà cotto a puntino ormai, che fame! Ciao Elrun, vedo che ti sei ripres…” era Ulfang, rimase ammutolito dopo aver visto, o meglio, dopo non aver visto la sua carne arrostire sul fuoco: “NOOOOOOOOOOOOOOOO!!! COSA HAI FATTOOO?!?!? MALEDETTO!!” gridò a squarciagola, “Avevo fame” risposi sorridendo a Ulfang; che bello rivedere un volto amico, certo la situazione era piuttosto particolare ma mi sentii veramente felice.
Con Ulfang arrivarono anche Worang e Garram che mi raccontarono di avermi ritrovato svenuto nella foresta, Ulfang stava ancora piangendo sui resti della carne: “E così mi avete ritrovato dunque, sono stato fortunato, debole come ero in quel momento gli animali avrebbero fatto razzia del mio corpo” dissi, “Sarebbe stato meglio! Almeno loro non avrebbero toccato la MIA carne!” piagnucolò Ulfang, “Non te la prendere Ulfang, cacceremo altri animali e avrai tutta la carne che vuoi” disse Worang pazientemente, “Ma dicci Elrun, cosa ti è mai accaduto?” chiese Garram, raccontai loro la mia avventura, dapprima stentarono a crederci ma poi feci vedere loro il medaglione che mi aveva intrappolato, “Interessante” disse Garram, “Su questo oggetto è stata usato un potentissimo incantesimo ormai spezzato, mmmm, prestamelo Elrun, vorrei poterlo studiare con calma, chissà che non trovi qualche informazione sul suo vecchio proprietario” continuò, “Nessun problema, ma una volta studiato ti pregherei di restituirmelo, il mio nemico mi aveva chiesto di tenerlo…” risposi, “Naturalmente, dammi qualche giorno e potrai riaverlo” confermò Garram.
Tempo qualche giorno e arrivammo a Gadgetzan, un goblin prese in custodia le nostre cavalcature, il villaggio era pieno di strani negozi e umanoidi di tutte le specie, Garram si separò dal gruppo per rifornirsi di pergamene e altri oggetti magici, io, Worang e Ulfang proseguimmo fino al fabbro dove consegnammo le nostre armi e le nostre armature per le riparazioni, non avendo altro da fare ci dirigemmo verso la taverna del villaggio per farci una bevuta.


CONTINUA

la storia è sempre quella ma non poteva mancare in questa sezione mhhae.gif
forse un giorno la continuerò, chissà
per ora manca l'ispirazione, la voglia e il tempo, vedremo dracos.gif
Diabolik
E mò sò cazzi! (cit.) mhhae.gif

Cmq, arrivato al 15esimo rigo stavo x scrivere "Old".....ma poi ho letto il finale, ergo, Benfatto! biggrin.gif
Pasta_91
Come al solito rinnovo i complimenti, mo aspettiamo quella di Ulfo mhhae.gif
Migno
Mi fai tornare in mente che anch'io dovrei avere i miei bei background qui dentro... Tutto perso. Tutto perso anche sul mio pc visto che l'ho cambiato di recente. Mannaggia la morte crying.gif
Shavex
bella ma molto lunga retard.gif
Zevi
devi raccordarla con quella di ulfang!
Elrun
CITAZIONE (loz3vi @ May 7 2009, 01:21 AM) *
devi raccordarla con quella di ulfang!


sticazzi. semmai il contrario mhhae.gif
Master Q
Io aspetto sempre una storia che descrivi il glorioso arrivo del Failock nelle altrui nerdate mhhae.gif
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