@Kornghé e Rothghé: il cacciatore che lascia la preda a marcire non esiste, almeno in Italia. Comunque sarebbe davvero demenziale.

@Aiya: tieni in considerazione solo la metà dei fattori che andrebbero controllati!
Primo, la tipologia delle prede: immaginati un lupo che cerca di divorare un cervo maschio. La stazza di questo può facilmente trasformare il lupo nella vittima.
Secondo, l'infallibilità: non tutti gli attacchi di un lupo lo portano al successo. Non essendo infallibile, e non necessitando di quantità mostruose di cibo, il numero delle sue vittime sarà sempre ridotto.
Terzo, l'equilibrio naturale: i predatori saranno SEMPRE presenti in numero estremamente inferiore rispetto alle prede, essendo questa la necessità basilare per il mantenimento dell'equilibrio.
Quarto, la storicità della presenza naturale: in alcuni territori (compreso il mio), alcuni animali sono stati recentemente introdotti. Questo porta allo squilibrio dell'ecosistema preesistente e al sovrappopolamento. Gli effetti sono disastrosi: campi interamente arati dai cinghiali (con conseguenze rosee per l'agricoltura

), boschi scorticati da cervi e caprioli, sottobosco letteralmente divorato.
Quinto, la pigrizia: i lupi non cacciano negli allevamenti perché i controlli sono scarsi/le recinzioni inesistenti eccetera. Sottovaluti un predatore e hai un'idea abbastanza utopica dell'allevamento. In primo luogo, le stalle non possono essere Fort Knox per ovvi motivi paesaggistici, economici, pratici. In secondo luogo, gli animali non possono stare SEMPRE nelle stalle! In ultimo luogo, ciò che porta il lupo all'allevamento è la relativa facilità nel procacciamento del cibo (vuoi mettere rincorrere un capriolo e una pecora?

).
Sesto, la pericolosità della specie: cinghiali, caprioli e cervi sono mortalmente pericolosi per gli automobilisti. Per ovviare il problema, si introduce una specie mortalmente pericolosa per i pedoni?

Ora qualche dato personale, snocciolato rapidamente (ti parlo della mia zona, chiaramente).
Nessun anziano del mio paese ricorda di aver mai visto un cervo, un cinghiale od un capriolo fino a 20/30 anni fa (ovvero gli anni della loro introduzione). Ora, invece:
- 39.000 Abitanti dei comuni dell'Appennino Reggiano...
... e circa 50.000 ungulati censiti nei suddetti comuni! (ATTENZIONE: stime al ribasso, essendo gli stessi cacciatori a farle!)
- Cervi in aumento costante e massiccio, essendo protetti e quindi senza alcuna limitazione.
- Incremento assurdo di zecche su tutto il territorio: è IMPOSSIBILE attraversare un campo senza "beccarne" almeno un paio. In certi casi, dopo magari una giornata di lavoro, puoi contarne a decine sul tuo corpo. Ovunque.

.
- Percentuale di incidenti automobilistici, alcuni mortali, aumentata di parecchi gradi percentuali. Peraltro, i danni causati in questo frangente NON VENGONO RIMBORSATI a meno che non si dimostri che la colpa è dell'animale! (Posso darti un esempio dell'assurdità della questione: "Polizia? Potete venire a rilevare un incidente occorso tra me ed un cervo? Ero fermo all'incrocio e mi ha tamponato! Peraltro sostiene di non avere l'assicurazione e viaggia senza targa!"

). Considera che sabato sera, percorrendo un tratto due due (DUE, caspita! DUE!) kilometri, ho assistito alla sfilata di(leggi: mi hanno attraversato la strada e per miracolo non ho avuto incidenti) tre cervi, un capriolo, un tasso, mamma cinghiale e dieci-dodici piccoletti. E non sono sfigato io, è sempre così.

- 46 pecore sbranate dai lupi solo al sottoscritto e non ancora risarcite da nessun ente

- Utile portato (sarò cinico, ma è bene analizzare anche questo profilo) da queste creature pari a zero.
Ora un paio di immagini di come si presentano "la mattina dopo" i campi visitati dai cinghiali:

e

Considera che il danno risarcito agli agricoltori è pari a circa il 50% del totale subito.
Questo per farti capire come possa essere diversa la percezione tra chi vive il territorio e chi lo vede da lontano, o magari solo qualche finesettimana.

P.S. Di lupi, in vent'anni di vita, ne ho incontrati tre. E non sono il genere di persona che resta in casa la maggior parte del tempo: ogni minuto libero lo passo a spasso nei boschi, anche solo per leggere o ascoltare la musica. Giusto per illustrare la proporzione tra preda e predatore!