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Étienne
Non sono un admin, però ho deciso di dedicare questa sezione anche alla letteratura scritta dagli utenti :P

La mia idea è di creare come una galleria di racconti fatti dagli utenti del GForum, e se c'è interesse creare un concorso :D

Ogni utente posterebbe i suoi lavori entro una certa data, poi si creerebbe un sondaggio per votare insieme i racconti più belli... che ne dite?
RRR
ma... solo racconti? ._. io al max ho provato con qualche poesia ._.
Étienne
CITAZIONE (Hyliian @ May 14 2009, 01:21 PM) *
ma... solo racconti? ._. io al max ho provato con qualche poesia ._.

beh immagino vadano bene anche quelle mhh.gif l'importante è che ci sia interesse però XD
Vinavil
A me interessa! xD
RRR
CITAZIONE (Vinavil @ Aug 31 2009, 08:10 PM) *
A me interessa! xD


questo post e' un +1...

cmq ho provato a scrivere una breve storiella sul destino... scritta a mano perche' adoro farlo, appena ho voglia ( ae.gif ) di ricopiarla al pc la metto va ._.
Vinavil
CITAZIONE (Lord Cleon @ Aug 31 2009, 09:12 PM) *
questo post e' un +1...


Leggo ora dopo parecchio, non voleva essere assolutamente un +1 (anche perché non credo me ne venga in tasca qualcosa smile.gif) ma un "attestato" di presenza e partecipazione alla proposta. Dal canto mio, a parte decine di robaccia che non ho il coraggio di definire "poesia", ho scritto qualche copione teatrale breve. Se interessa posto <.<
Étienne
Va bene tutto mhh.gif

Anzi, io avevo dimenticato dell'esistenza del mio stesso concorso asd.gif Se proprio non postate nulla vedrò di postare qualche poesiola mia (magari quella che postai quando diventai Necromancio su Utopia....)
Vinavil
Domanda: sono 19 pagine, come le posto? <.<
Vinavil
In attesa di risposta, posto un testo che ho scritto per la manifestazione del 25 Aprile di un paese non lontano dal mio.
La prima volta che mio nonno ha visto i fascisti in effetti non c’è stata. Quando era un bambino e, a Milano, ne sentiva parlare, il fascismo gli sembrava qualcosa di perfettamente normale che vedeva con gli occhi di chi non aveva mai visto nient’altro.
Poi, da ragazzo, quando incominciò a guardarsi intorno cercando di capire li vide, i fascisti: gli anziani, i giovani . La nazione stessa era fascista, il popolo ed il governo lo erano. I comunisti ed i socialisti, così come tutti gli altri dissidenti, venivano picchiati e pedinati; molti giovani furono costretti a scappare dalle città e combattere una guerra sui monti, senz’armi e senza cibo, equipaggiati con ciò che si aveva a disposizione per potersi difendere.
La guerra.
Quando il nonno si arruolò nei partigiani, aveva meno anni di quelli che ho io ora. Lo tennero chiuso in una baracca di Ligonchio per una settimana insieme ad altri ragazzi, per capire se fosse una spia o meno; poi, dopo un processo, venne liberato e assoldato. Il suo primo ruolo fu quello di maresciallo di cucina; poi, successivamente, fu trasferito al Gufo Nero come assistente in avanscoperta di due militari alleati, un americano ed un inglese.
Quando ho iniziato a lavorare a questo testo, ho pensato subito al nonno: lui che, al contrario di me, aveva vissuto e combattuto quegli anni poteva essere una grande fonte di ispirazione; poi, ascoltando le sue storie, mi sono venute in mente molte cose a cui non avevo sinceramente mai pensato.
Il nonno mi ha raccontato di quando, insieme al suo compagno Silvio, è scappato da un ex presidio partigiano che aveva l’ordine di far sfollare ma che ha trovato già occupato dai tedeschi, rimediando così due ferite di striscio da pallottola sul braccio e sulla gamba; di quando, ritornando da un appostamento a Montecagno, gli stessi partigiani del suo gruppo hanno aperto il fuoco su lui e sui suoi compagni senza averli riconosciuti e si sono fermati solo alla vista di un razzetto segnalatore; di quando, da solo, si è trovato faccia a faccia con un soldato tedesco dall’altra parte del ponte, un po’ come nella Guerra di Piero ma con un finale migliore, senza morti, solo una fuga. Mi ha raccontato di una settimana passata in fin di vita per colpa della pleura e dell’intervento di fortuna che lo ha salvato, di un mese passato in una grotta nella Valle Orsara, perché la febbre non gli permetteva di camminare ma lo lasciava vedere da lontano, nel frattempo, i tedeschi che incendiavano l’ospedale partigiano di Fontanaluccia. Insomma, il nonno mi ha raccontato di tutte le volte in cui ha rischiato di morire e si è salvato.
Poi però mi ha raccontato di chi non ce l’ha fatta, di chi in quella guerra è morto: dei partigiani colti di sorpresa in una stalla di Primaore che furono uccisi dai tedeschi; del ragazzo che gli morì vicino, in Valle Orsara, a causa della cancrena che stava divorando la sua gamba; di uomini dilaniati da colpi di mortaio che attraversavano il Secchia e, da Cervarezza, arrivavano a colpire la sponda di Cerrè Sologno. Dei suoi genitori, che a Cerrè Sologno videro arrivare aerei americani e rimasero in giardino ad fissare il cielo aspettando le casse di rifornimenti, senza sapere che quegli aerei armati di mitraglie erano stati richiesti una settimana prima per eliminare le postazioni tedesche (che, nel frattempo, si erano ritirate) e, invece che casse di rifornimenti, nel giardino avrebbero lanciato una bomba.
Morti di guerra, atroci, pochissime rispetto al totale.
Ed il ragionamento, per me nuovo, che ho fatto mentre mi raccontava di queste morti è il seguente: io ho 18 anni, è ho un compagno di classe che non ho mai conosciuto. Non so come si chiami né da dove venga, è il nipotino del ragazzo che agonizzava per la cancrena nella grotta della Valle Orsara, urlando giorno e notte, vicino a mio nonno. È il suo nipote che non è mai esistito, figlio di un figlio che non ha mai avuto.
Come lui, una folla di persone invisibili ci spia dagli angoli della nostra storia, persone che la guerra ha spazzato via come foglie secche al vento insieme a persone che la guerra non ha mai fatto nascere e che, per questo, nessuno di noi ha mai conosciuto.
La guerra ha ucciso gli amori, i destini e le vite di chi è morto e di chi non è potuto nascere.
Il nonno mi ha detto tante cose che non ho il tempo di raccontare, parole che a coppie sui miei appunti mi fanno rabbrividire.
Lampadine tascabili ed armi nell’ossario del cimitero.
Una fredda cantina, base partigiana, a 10 metri dal comando tedesco.
Fuggire ad un rastrellamento facendo forza sulle grucce.
Combattere per mangiare e per scacciare i nemici, per poter finalmente essere liberi.
E ora, ripensando a chi è morto e a chi non è nato, capisco che siamo tutti fortunati ad essere qui oggi: noi siamo nati, ma se le cose fossero andate in modo diverso?


Il testo è stato scritto per essere letto, ergo dovete perdonare la scorrevolezza nelle frasi che andava gestita con la recitazione. u.u
RRR
perche' lo hai spoilerato? oO
Vinavil
Per separarlo da introduzione e commento happy.gif
RRR
CITAZIONE (Vinavil @ Nov 19 2009, 12:12 AM) *
Per separarlo da introduzione e commento happy.gif


Ora mi fa fatica stare a clicare ogni riga per togliere lo spoil Q.Q domani lggo, promesso XD
Étienne
CITAZIONE (Vinavil @ Nov 16 2009, 02:17 PM) *
Domanda: sono 19 pagine, come le posto? <.<

Beh, oddio... facciamo che le salvi in un file che poi metti su un qualche sito di hosting mhhae.gif
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