Lungi da me mettermi a fare campagna elettorale: non qui, e certamente non nelle 24 ore di sospensione pre-elettorale.

Volevo solo ricordare a tutti qui dentro l'importanza del voto. Nonostante tutto l'odio che possiamo avere per una parte o per l'integralità della classe politica italiana, le elezioni sono il vero, unico e quasi infallibile modo per dimostrare la nostra volontà: oltre, c'è solamente la manifestazione di piazza (cui si replica immediatamente, da sempre, con l'accusa di sobillazione di pochi ingenui da parte di questo o quello politico) o la ribellione armata. Se siete interessati all'ultima ipotesi, mettete pure insieme quel migliaio di euro per procurarsi una batteria di kalashnikov AK-47; io preferisco andare a votare, mi costa molto meno.

Del resto, personalmente trovo poco senso nel lamentarsi di una classe politica come quella italiana, se poi come arma si sceglie solamente l'astensione; certo, è una chiara dimostrazione di voto, ma che pro ha alla fine? Ben poco,nella realtà dei fatti: le elezioni si fanno lo stesso, le elezioni le vince qualcuno lo stesso. E a quel punto siamo prettamente daccapo.

Perché per lo stesso funzionamento delle istituzioni della nostra sacrosanta Repubblica (più o meno, diranno alcuni) democratica, l'astensione ha un valore solo simbolico. Se anche si astenesse il 75% della popolazione avente diritto in Italia, le elezioni verrebbero sicuramente vinte da qualcuno. Perché non tutti siamo uguali: a fianco di chi non crede nel voto, c'è invece chi ci crede - nel bene, e nel male.

Spero che queste brevi righe sparate in fretta e fuoria possano aiutarvi a comrpendere l'importanza cruciale di una x su un pezzo di carta colorato.